Manzano, torna “Incontri con l’Autore”: sei appuntamenti tra libri, memoria e aperitivi letterari

Dal 14 Aprile 2026 al 16 Maggio 2026

In programma la prima nazionale di “Incastri”, progetto collettivo di scrittura giovanile. Tra gli ospiti autori locali e focus sul 50° del terremoto del 1976

Cos'è

Riprende a Manzano la rassegna “Incontri con l’Autore – Aperitivo letterario: storie da ascoltare, calici da condividere”, ciclo di appuntamenti promosso dall’Assessorato alla Cultura e dalla Biblioteca comunale “Caterina Percoto”, in collaborazione con il Sistema Bibliotecario del Friuli, Banca360 e l’associazione Spritz Letterario Manzano, che unisce la presentazione dei libri a un momento informale di incontro con gli autori: al termine degli appuntamenti un brindisi letterario conviviale, in cui il dialogo prosegue in un clima più rilassato e partecipato, condividendo storie, riflessioni e un calice insieme agli autori e agli altri partecipanti.

La consolidata iniziativa primaverile, da anni seguita e apprezzata dal pubblico, si propone anche per questa edizione come un’importante occasione di incontro tra autori e lettori, con una particolare attenzione alla valorizzazione degli scrittori del territorio. Non a caso, tra i protagonisti figurano tre autori con radici manzanesi, a testimonianza del forte legame tra produzione culturale e comunità locale. Un focus, inoltre, sarà dedicato al ricordo ed alla rielaborazione del terremoto del Friuli del 1976, di cui ricorre il cinquantesimo anniversario.

«Questa rassegna – dichiara il Vice Sindaco con delega alla Cultura Silvia Parmiani - rappresenta un appuntamento centrale della nostra programmazione culturale, perché unisce qualità letteraria e incontro diretto con il pubblico, rendendo la cultura più accessibile e favorendo un dialogo autentico tra autori e cittadini. In questa edizione siamo particolarmente orgogliosi di ospitare la prima nazionale di “Incastri”, un progetto editoriale innovativo che nasce dalla scrittura collettiva di giovani autori e che debutta proprio a Manzano. È un segnale importante di attenzione verso le nuove forme di espressione e verso la creatività emergente, accanto a un programma che valorizza anche la memoria storica del nostro territorio, in un anno in cui ricorre il 50° anniversario del terremoto del Friuli del 1976, momento che continua a rappresentare un passaggio fondamentale nella nostra identità collettiva.»

Ad aprire la rassegna, il 18 aprile alle ore 18.00, sarà Tiziana Potocco con “La mia terra è verde. Storie di castelli nel Friuli Patriarchino”. L’opera conduce il lettore nel cuore del Friuli medievale, tra due castelli posti a guardia dei confini del territorio patriarchino. All’interno delle torri fortificate si intrecciano le vicende di potenti famiglie, segnate da alleanze fragili, rivalità e lotte per il controllo del territorio, in un mondo sospeso tra guerra e pace. Accanto alle storie dei signori, emergono anche quelle di contadini e artigiani, alle prese con le difficoltà quotidiane e con le conseguenze delle ambizioni dei nobili. Un affresco vivido e coinvolgente che restituisce la complessità di un’epoca e il legame profondo tra storia, territorio e comunità. L’incontro sarà accompagnato dagli intermezzi musicali di Marco Di Lena.

Il 22 aprile alle ore 19.00 sarà dedicato a “Incastri”, volume collettivo del Circolo degli Incastrati, curato da Elia Trentin e presentato da Paolo Mosanghini. Il libro nasce dalla sensibilità di otto giovani aspiranti poeti e si sviluppa attorno a una domanda centrale: che cos’è un “incastro” e come si manifesta nelle nostre vite? Attraverso liriche e testi eterogenei, gli autori esplorano le connessioni, spesso invisibili, che attraversano la quotidianità: sguardi che si incontrano, mani che si sfiorano, persone che si scelgono, parole che lasciano il segno. Il filo conduttore è proprio l’idea di incastro, declinata in molteplici forme, fino a trasformare l’intera raccolta in un intreccio armonico di emozioni, idee e linguaggi diversi.

Il 29 aprile alle ore 18.00 sarà la volta di Loretta Masarotti con “Dolci emozioni da donare – La melodia della vita”. In questo libro l’autrice canta la bellezza della propria terra e invita il lettore a ritrovare la spensieratezza di un tempo lontano, riscoprendo emozioni semplici e autentiche. La sua poesia si propone come un richiamo alle prime, innocenti sensazioni capaci di alleggerire l’animo dai pesi della quotidianità, offrendo un’esperienza quasi terapeutica: un viaggio tra atmosfere bucoliche, immagini serene e suggestioni che riportano a luoghi interiori di pace, come una boccata di ossigeno puro.

Particolarmente intenso il focus dedicato al terremoto del Friuli. Il 6 maggio alle ore 18.00, nel giorno simbolo del cinquantesimo anniversario, Giacomina Pellizzari presenterà “Il terremoto in Friuli. Il risveglio dell’Orcolat”. Il volume ripercorre la tragedia del 6 maggio 1976, quando una violenta scossa provocò morte e distruzione in un Friuli ancora profondamente legato alla civiltà contadina. Il sisma segnò uno spartiacque nella storia e nella vita delle persone, tracciando un confine netto tra un “prima” e un “dopo”, insegnando alle comunità a ripensare il futuro senza dimenticare il passato.

Il 13 maggio alle ore 18.00, nell’ambito della Setemane de culture furlane / Settimana della cultura friulana, Walter Tomada presenterà “La faglia dentro. Cosa resta del 6 maggio 1976”. Nel suo lavoro emerge con forza come il terremoto rappresenti per i friulani un vero e proprio marchio identitario, uno spartiacque non solo storico ma anche esistenziale. Quei 59 secondi interminabili del 6 maggio 1976 segnano una frattura profonda tra ciò che si era e ciò che si è diventati. La narrazione restituisce la drammaticità del momento e la lunga coda degli eventi successivi, ma anche la straordinaria capacità di ripartenza che portò alla ricostruzione del Friuli “com’era e dov’era”, in un equilibrio tra memoria e futuro.

A chiudere la rassegna, in collaborazione con l’UTEM, il 15 maggio alle ore 18.00 presso l’Oratorio Don Bosco, sarà l’incontro con la dott.ssa Alessandra Quendolo, autrice di “Parole di pietra. Il Duomo di Venzone si racconta”. Il libro restituisce la storia del Duomo di Venzone come simbolo della distruzione e della rinascita, dando voce a uno dei luoghi più emblematici della ricostruzione post-sisma e della capacità del Friuli di preservare la propria identità.

La rassegna si conferma così un appuntamento significativo per la comunità, capace di unire promozione della lettura, valorizzazione delle realtà locali e riflessione sui temi della memoria e dell’identità.

Tutti gli incontri sono a ingresso libero fino ad esaurimento posti.

La cittadinanza è invitata a partecipare.

 

A chi è rivolto

A TUTTI I CITTADINI

Costi

Gratuito

Ultimo aggiornamento: 21/04/2026, 09:59

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